sabato 4 aprile 2009

Benvenuto a : Wolfgang Achtner


Perché io so queste cose e i giornalisti italiani no ? Cosa sono io Dio? No, vicino…”
Wolfgang Achtner

Per chi avesse avuto la sfortuna di non assistere alla lezione del Laboratorio di scritture giornalistiche dello scorso mercoledì mattina si è perso probabilmente le 3 ore più scoppiettanti del semestre in corso: ospite è stato infatti il giornalista free lance Wolfgang Achtner per anni corrispondente estero della CNN. Americano a dispetto del nome tedesco sono circa 40 anni che mister Achtner vive nel nostro paese, tempo che gli è servito per riuscire a crearsi un quadro dettagliatissimo sulla situazione del giornalismo italiano. Espresso in un lungo monologo in perfetto italiano con quell’accento americano che fa molto Don Lurio, il suo discorso, ha destato l’interesse e la curiosità di tutta l’aula 10 della Sani. 
L’idea che “Wolf” ha del nostro giornalismo è molto chiara: l’assoluta mancanza di competenza e la così stretta compenetrazione tra il giornalismo italiano e il mondo politico ne fanno uno dei settori più marci della nostra società . Questo fa sì che l’informazione italiana sia imbavagliata e sempre più scadente a confronto con quella delle altre grandi democrazie del pianeta. In particolar modo, Achtner che è un esperto del video giornalismo, punta il dito contro le redazioni di Rai e Mediaset, a sua detta dei veri centri propulsori di incompetenza: i nostri telegiornali, non sarebbero altro che strumenti di propaganda politica che hanno perso la loro identità e durante i quali si può assistere quotidianamente a delle vere sagre di errori e sviste più o meno gravi che farebbero impallidire qualsiasi cittadino straniero che per sbaglio si trovasse a seguire un’edizione dei nostri tg. A tal proposito Achtner accusa senza mezzi termine l’ormai ex direttor del tg1 Gianni Riotta reo di aver totalmente dimenticato cosa sia l’etica professionale “….e lui dice di aver studiato alla Columbia University. Lì si insegna cosa sia l’etica, ma tornato in Italia ha incominciato a fare solo propaganda…”. Una delle critiche più aspre rivolte ai video giornalisti italiani “la gran parte sono incompetenti, ci sono delle eccellenze, ma sono poche”, riguarda la tecnica di montaggio e realizzazione dei servizi dei tg: in Italia infatti la stragrande maggioranza dei video giornalisti prima scrive il pezzo e poi chiede al tecnico di montare su quello che dice delle immagini e questo fa si che vengano mandati in onda dei servizi spesso sconclusionati dei quali ormai il telespettatore medio non si accorge più perché assuefatto da questa condizione di mediocrità dell’informazione. Negli Stati Uniti invece, prima vengono visionate dal giornalista le immagini disponibili e poi viene scritto sulle stesse immagini il pezzo, procedimento che conferisce maggiore armonia alla narrazione della storia.
La lezione di Achtner si è svolta a telecamere rigorosamente spente non per suo volere ( “tutto ciò che io dico, anche quando dormo, può essere difeso legalmente”), ma per volere della “cattedra” che per completezza d’informazione ha intimato lo stop alle riprese amatoriali : le motivazioni espresse a giustificare tale decisione, personalmente non mi hanno molto convinto.
Volendo dare un taglio a questo post, visto che mi sono dilungato abbastanza, posso dire di essere rimasto davvero affascinato da questo personaggio e credo che, indipendentemente dall’idea che ognuno di noi possa avere in merito alle sue dichiarazioni, queste siano lezioni positive perché in un modo o nell’altro lasciano qualcosa su cui riflettere … o su cui scrivere un semplice post un sabato pomeriggio primaverile.

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