lunedì 18 maggio 2009

L'intervista - Giornalisti a confronto

                     
Parliamo di crisi del giornalismo, con chi il giornalismo lo fa. Interrogati due professionisti del mestiere per capire la situazione della stampa italiana e il suo futuro.  

Materiale occorrente: stanza deserta, lampada da tavolo, ventilatore, videocamera.
Imputati: Sergio Rizzo, responsabile della redazione economica romana del Corriere della Sera e docente di etica del giornalismo all’Università La Sapienza, e Wolfgang Achtner, videogiornalista americano che da oltre quarant’anni vive e lavora in Italia.

4 commenti:

  1. Il personaggio di Wolfgang Achtner oramai però è troppo esplicito. Della serie "il giornalista straniero che dice tutto senza peli sulla lingua contro i media italiani". Oramai non appare più molto veritiero secondo me. Voi che dite?

    RispondiElimina
  2. Intanto ti ringrazio Luca per aver commentato.
    In ogni caso concordo, lui gioca molto su sto fatto.. si è creato il suo personaggio, il contestatore, l'antitaliano etc.. alla base è vero quello che dice però secondo il mio parere ha la tendenza, che per un giornalista nn è mai buona, di parlare troppo di sè stesso e soprattutto di generalizzare eccessivamente. Possiamo criticare quanto vogliamo il giornalismo italiano ma non credo che non esistano delle isole felici anche qui da noi..

    RispondiElimina
  3. Sono d'accordo sull'esasperazione, a volte, della critica al giornalismo e al mondo dell'informazione italiana, ma credo che Achtner parli con cognizione di causa. Alla fine le cose che dice sono abbastanze vere, sono sotto gli occhi di tutti, anche dei nostri. Non mi fido invece dellaq superiorità del giornalismo anglosassone o americano perchè non ho idea di come funzioni li, quindi sotto questo punto di vista Achtner calca troppo la mano. Ma che la situazione del giornalismo italiano sia pietosa nulla da dire! poveri noi utopici!!!!

    RispondiElimina
  4. io credo che achtner dica la verità nuda e cruda: le cose come sono, le cose che nessuno vuole sentirsi dire/ammettere. tenendo conto che sono 40 anni che vive in italia, se parla con toni esasperati forse è perchè vuole più bene al Paese lui che tutti i non-giornalisti italiani messi insieme. poi, certo, la mia è solo un'opinione.

    lalunganottedellitalia.blogspot.com

    RispondiElimina